Cable Management talvolta discutibile 🙁


È un argomento che magari ti può sembrare troppo tecnico, ma in realtà il Cable Management ovvero come sono disposti i fili (!) nell’allestimento tecnico di un evento di una produzione, ti restituisce tante informazioni sulla mentalità e sulla modalità di operare di chi sta gestendo la parte tecnica. E quindi se non hai scelto tu il service audio luci video, ti consiglio di farti qualche domanda su chi l’ha scelto.

Sarò forse un po’ eccessivo, ma ritengo che, come sul tuo desktop tutto è ordinato con una logica che ti permette velocemente di capire dove si trova un file, vero;-)? la stessa logica debba valere sulla scrivania di chi allestisce la parte tecnica ovvero il palco e la sala.


Ti racconterò un aneddoto per farti capire meglio il mio punto di vista. Come ormai sai se mi segui, ho una forte e stratificata un’esperienza nel lato creativo, nella gestione cliente e nel lato gestione tecnica. ( sono tre ma ho scritto Io questo testo :-)).

Per quanto riguarda la parte tecnica ho capito di essere diventato un professionista ovvero aver acquisito la mentalità corretta quando, di nuovo era geologiche fa, probabilmente una sera del 1985, dopo un concerto di Elio e le Storie Tese al Magia di Milano che avevo registrato in audio e video, invece di sbaraccare il più velocemente possibile mettendo cavi attrezzature nelle borse a caso, mi sono fermato ad avvolgere i cavi, stivare le apparecchiature nei loro box ovvero fare quello che si deve fare su un set.

Una illuminazione, un’epifania stile ho visto la luce nei Blues Brothers.

Fino a quel momento mettevo via tutto alla rinfusa per correre a chiacchierare con le persone e andare a bere una birra.

Come si direbbe con termini moderni li mi sono accorto di aver acquisito il mindset giusto.

Da lì e nelle successive produzioni che ho curato, e ricoprendo sempre più ruoli di organizzazione e produzione mi sono dato l’obiettivo di lavorare su set cablati in modo pulito e organizzato. E soprattutto quando erano coinvolte più persone, come iniziava a succedere, a mantenere la calma sul set evitando che ci fossero scene isteriche da parte di qualcuno della crew.

Col passare del tempo mi sono reso conto che passavo sempre più tempo a parlare con le persone coi tecnici e con gli artisti per risolvere problematiche il più delle volte dovute a sensazioni. Oltre a fare il mio ovvero far girare la produzione nel rispetto dei tempi del budget.

Se ti chiedi quale sia il segreto te lo dirò sottovoce: Avere le idee chiare ancora prima di collegare un singolo cavo, perché è pianificato tutto prima sia con i miei collaboratori stretti che sulla carta. E poi fare in modo che tutti sul set fossero brieffati correttamente e sapessero cosa fossero lì a fare.

Mi sono reso conto che il mio ruolo sul set è sempre più diventato quello avere una risposta per tutti, dal modo in cui girava una battuta detta da qualcuno davanti a una telecamera, a dove andasse piazzata a una luce. Sempre facendo attenzione al Cable management e che non ci fossero cavi in mezzo ai piedi pronti a fare inciampare qualcuno 😉