Cortesie sul set e l’elefante rosa

Proseguendo nella serie di post dove parlo dei segnali che il cliente deve percepire sul set o durante un evento, ho sempre pensato che sui set dove operavo come produttore esecutivo dovesse esserci un’atmosfera di persone che stanno quasi per bere il tè. Con questa immagine identifico un atmosfera che per responsabilità del produttore esecutivo, o comunque di chi sta in capo al set si deve creare tra chi ci sta lavorando, per mettere ognuno nella condizione di poter esprimere al meglio la propria professionalità.

Niente prime donne e isterismi. Soprattutto come riporta bene in grande e con caratteri rassicuranti la copertina della Guida galattica per autostoppisti “Non fatevi prendere dal panico“.

In ogni situazione di spettacolo ci sono sostanzialmente tre tipi di professionalità che si possono riconoscere, tre macro gruppi, che potrebbero indossare delle casacche colorate un po’ come si vede nei filmati girati sui ponti delle portaerei. Gli artisti, i tecnici e le persone di produzione. (come al solito ti faccio notare che anche se è un elenco con tre elementi questo post è frutto della mia penna o meglio della mia tastiera :-))

Quando insegnavo nei corsi di Formazione per personale per la TV facevo sempre questo esempio.

Il regista o un autore dice: “in questa stanza per la prossima scena, sarebbe ideale avere un elefante rosa”.

A quel punto i tecnici, che devono avere due caratteristiche: una sconfinata competenza tecnica e un’altrettanto sconfinata attitudine al problem solving, si scatenano trovando le soluzioni più ingegnose per far entrare l’elefante rosa.

Chi si occupa di produzione deve accorgersi Immediatamente di questa dinamica e intervenire facendo ragionare tutti per restare nei tempi e nel budget. Quindi demolire pareti per far entrare l’elefante non è la soluzione corretta. Forse è meglio modificare leggermente la sceneggiatura o la scaletta.


Fortunatamente il set o il cantiere come si definisce meglio nel rispetto delle normative della sicurezza sul lavoro, è un luogo dove vige una catena di comando e di responsabilità molto chiara che garantisce il corretto svolgersi della produzione.

Sul set ci sono momenti in cui si può ridere e scherzare ma quando arriva il momento dello show, del ON AIR cambia radicalmente l’atmosfera e nell’ intercom parla solo chi deve parlare, e dà le indicazioni perché tutti possono fare al meglio il proprio lavoro. Il set non è una sala operatoria, ma alcune caratteristiche sono simili.

È fondamentale che tutti abbiano una copia della scaletta e che siano stati briffati sulla propria mansione, ma sotto pressione è meglio che ci siano poche persone che parlano e danno le istruzioni operative. Ache meglio una sola.

Dicevo cortesie sul set perché un’abitudine che ho sempre avuto prima di rivolgermi a qualsiasi persona era esordire dicendo “Scusa…(Nome)” e poi la richiesta, indipendentemente dal suo ruolo. Sembrerà una cosa desueta e anche finta, ma cambia totalmente l’atmosfera ed è una cosa che dà la giusta importanza alla persona e al suo lavoro.

Lo show è sempre fatto da una coralità di personalità e di professionalità. Massimo rispetto sul set. Poi fuori …